Psicosomatica


Quando il disagio
psicologico grida per
essere ascoltato



Psicologia

Autore – Francesco Dariol
31 Marzo 2021


Fino a pochi decenni fa, il nostro modo di pensare il rapporto tra mente e corpo è stato inevitabilmente influenzato dal pensiero Cartesiano che proponeva un dualismo ontologico. Cartesio infatti suddivide la realtà in res cogitans e res extensa: con la prima intende la realtà psichica, con la seconda la realtà fisica. Quindi nell’ideologia cartesiana esisteva una netta differenziazione tra tutto quello che è mentale e riguarda la psiche e tutto quello che è fisico e riguarda il corpo.


Al giorno d’oggi invece, queste due entità che spesso sono state considerate come separate, sono pensate come due parti interdipendenti e in rapporto tra loro, un insieme integrato in cui la mente rappresenta una complessa funzione del nostro corpo sul quale operano fattori biologici, psicologici e sociali. Se questo nuovo tipo di consapevolezza si sta sempre più facendo strada tra le fila delle discipline scientifiche e di quelle relative alla cura della persona, il pensiero cartesiano risulta ancora fortemente radicato in noi, nel sentire comune, per cui si tende ad identificarsi maggiormente con la nostra mente piuttosto che con il nostro corpo, tanto che a volte un disturbo di natura fisica può essere ritenuto più accettabile e controllabile rispetto ad uno di natura psicologica.

Non è inusuale infatti che si tenda inconsciamente a preferire di spostare, trasferire sul corpo o su una parte di esso ciò che è difficile affrontare direttamente, e che dunque si trasforma in qualcosa che si può affrontare dall’esterno, con una cura, un farmaco, un intervento medico, evitando così i vissuti emotivi scomodi che possono essere alla base della manifestazione somatica. Ancora, il sintomo “fisico” può essere vissuto dalla mente come un qualcosa che ci serve per proteggerci dal dolore psicologico, un compromesso accettabile con un costo relativamente basso rispetto ad una sofferenza emotiva che risulta essere meno controllabile. E’ proprio questo uno dei meccanismi alla base dei disturbi di somatizzazione che risultano essere molto più frequenti di quello che ci immaginiamo.



I disturbi psicosomatici (o somatoformi) sono caratterizzati dalla presenza di sintomi fisici che potrebbero essere ricondotti ad un disturbo organico senza però che vi sia una condizione medica che conferma questa ipotesi: quante volte ci capita di attraversare un periodo di forte stress e notare che il nostro stomaco continua a farci male?

Ecco una lista dei principali disturbi da somatizzazione

Disturbi dell’apparato gastrointestinale – quali nausea, meteorismo, vomito, diarrea, colite, ulcera, gastrite, intolleranza a cibi diversi
Disturbi dell’apparato cardiocircolatorio – quali aritmia, ipertensione, tachicardia
Disturbi dell’apparato urogenitale – quali dolori e/o irregolarità mestruali, disfunzioni dell’erezione e/o dell’eiaculazione, anorgasmia, enuresi
Disturbi dell’apparato muscolare – quali cefalea, crampi, torcicollo, mialgia, artrite
Disturbi della pelle – quali acne, psoriasi, dermatite, prurito, orticaria, secchezza cutanea e delle mucose, sudorazione eccessiva
Disturbi pseudo-neurologici – quali sintomi da conversione come alterazioni della coordinazione e/o dell’equilibrio, paralisi o ipostenie localizzate, difficoltà a deglutire, afonia, cecità, sordità, diplopia, amnesie
Disturbi del comportamento alimentare – quali anoressia, bulimia, binge eating.

Perchè si sviluppa un disturbo psicosomatico?

Come spiegato all’inizio, il disagio psicologico, se considerato intollerabile o troppo difficile per essere gestito dalla persona può essere represso dalla nostra psiche attraverso strategia che preserva la nostra stabilità. Si parla in questo caso di un meccanismo di difesa che elimina dalla nostra coscienza quelli che sono gli affetti, le emozioni e i contenuti non tollerati e li rispedisce nel nostro subconscio. Purtroppo per noi però, questo meccanismo è tanto efficace nel breve periodo quanto fallace se lo consideriamo in un arco di tempo più lungo. I contenuti rimossi infatti, piano piano troveranno sempre un modo per esprimere la propria energia.

Dobbiamo infatti immaginare la nostra parte inconscia come un vaso che, se continuamente riempito senza la possibilità di essere svuotato, prima o poi traboccherà. Un modo in cui questa energia repressa può essere sublimata è attraverso un disturbo psicosomatico, grazie al quale la persona trova la sua strategia per esprimere un disagio che prima veniva verbalmente taciuto perché impossibile da esprimere. Diversi sono i motivi per cui una persona può considerare l’espressione della propria sofferenza come qualcosa di complesso: difficoltà a contattare la propria interiorità, difficoltà a decifrare quel particolare contenuto emotivo, difficoltà o paura a gestire la propria debolezza etc.





Generalità sul funzionamento del paziente psicosomatico

Deficit di mentalizzazione e scarsa competenza introspettiva – la mentalizzazione è quella funzione mentale che si sviluppa in tenerà età nel rapporto con il nostro caregiver (solitamente la madre) e che ci permette di decifrare le nostre emozioni e quelle altrui
Deficit della funzione simbolica – altra funzione che si sviluppa durante l’infanzia e che ci permette di dare un nome, un simbolo, un significato alle nostre immagini interne in modo da poter essere comunicate
Scarsa competenza introspettiva
Prevale una centratura sulla realtà esterna e sul pensiero concreto – tralasciando di fatto tutti i cambiamenti che avvengono dentro di noi nel momento in cui viviamo questa realtà esterna
Inibizione dell’immaginazione e povertà della vita fantasmatica

E’ importante quindi imparare a conoscere di più noi stessi e a capire quali sono le nostre dinamiche interne; se per alcune persone questo è un processo che può risultare semplice, per altre può essere più difficile, ed in questo caso potrebbe essere consigliabile contattare un professionista in modo tale che le aiuti a prendere contatto con la loro identità, il loro funzionamento e rendendo più agevole la gestione di particolari situazioni di sofferenza.



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Francesco Dariol


Psicologo clinico e di comunità,
psicoterapeuta in formazione

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