Meccanismi
di difesa
Quali sono e perchè li utilizziamo?
Autore – Francesco Dariol
31 Marzo 2021
«I meccanismi di difesa servono allo scopo di tenere lontano i pericoli. È incontestabile che raggiungono questo risultato e c’è da dubitare che l’Io possa, nel corso del suo
sviluppo, rinunciare completamente ad essi; ma è altresì certo che questi stessi
meccanismi possono trasformarsi in pericoli. […]
Naturalmente l’individuo non utilizza tutti
i possibili meccanismi di difesa, ma si limita a selezionarne alcuni; questi, però, si fissano
nel suo Io, diventano abituali modalità di reazione del suo carattere che si ripetono nel corso dell’intera esistenza ogniqualvolta si presenta una situazione analoga a quella originaria [...]»
Freud S., 1937
Freud con la sua teoria è stato il primo che ha studiato il modo in cui le persone reagiscono di fronte agli eventi stressanti della vita. Queste difese servono a proteggere il nostro Io, la nostra identità rispetto al contesto socio-relazionale in cui viviamo. Secondo Freud, questi meccanismi hanno delle proprietà generali, infatti essi:
sono lo strumento principale con cui il soggetto gestisce istinti ed effetti negativi
sono inconsci
caratterizzano sia i quadri psicopatologici sia la vita del soggetto normale
possono essere reversibili
possono essere sia adattive sia patologiche
Successivamente, la figlia di Sigmund, Anna Freud, ha ampliato la teoria sui meccanismi di difesa, ora visti come in relazione con la realtà esterna, uno strumento che ci permette di adattarci meglio quando ci sentiamo spaventati o in difficoltà. Queste difese ci permettono quindi di tutelare il nostro mondo interno durante la relazione con quello esterno e allo stesso modo di riuscire a gestire al meglio la nostra dimensione più istintiva e pulsionale in modo tale che non prenda il sopravvento. I meccanismi di difesa si dividono in primari, quei meccanismi che si formano per primi durante i l’infanzia, più primitivi e più istintuali, e secondari, quelli che si formano con l’evoluzione della persona e permettono un miglior adattamento al mondo esterno perché più “maturi” e strutturati. I primi sono più totalitari, mentre i secondi coinvolgono le dimensioni più evolute come i sentimenti, le sensazioni, il pensiero, il comportamento o una combinazione delle dimensioni più evolute.
Difese adattive e disadattive
Nella maggior parte dei casi questi meccanismi sono adattivi e ci consentono di affrontare con successo le sfide della nostra quotidianità. Grazie a loro riusciamo a mantenere una relativa stabilità, prevedibilità e sicurezza nella percezione della nostra realtà interna ed esterna.
Se però vengono utilizzati rigidamente ed in eccesso, causano disadattamento e psicopatologia.
I meccanismi di difesa diventano disadattivi quando sono di ostacolo all’ interazione con gli altri e alla capacità di valutare gli aspetti della realtà (i meccanismi di difesa disadattivi portano alla distorsione della realtà).
I meccanismi di difesa, dai più semplici ai più complessi infatti, sono strettamente legati alle funzioni dell’Io, come la memoria, il pensiero, la percezione. In generale possiamo dire che più il legame è stretto più grave è la patologia.
Quando i meccanismi di difesa diventano disadattivi?
Quando si presentano spesso nella vita del soggetto
Quando non cambiano anche quando sarebbe necessario
Quando sono utilizzati indipendentemente dalla situazione
I meccanismi di difesa più utilizzati
Ogni giorno, mentre svolgiamo i nostri impegni, al lavoro, in famiglia e quando interagiamo con gli altri, utilizziamo queste particolari difese che ci permettono di adattarci, in maniera più o meno funzionale, alla realtà.
Ecco alcuni esempi di meccanismi che più utilizziamo
Come abbiamo avuto modo di vedere, le difese dell’Io vengono messe in atto in maniera più o meno frequente da ognuno di noi. Ma quand’è che ci rendiamo conto che stiamo utilizzando le nostre difesa in maniera poco funzionale? Nel momento in cui non riusciamo ad interagire con gli altri, quando sperimentiamo del malessere in alcune situazioni che ci fanno stare male, quando continuiamo a mettere in atto dei comportamenti anche se sappiamo che non ci fanno molto bene, allora quello è il momento di prendere in considerazione l’idea di andare a rivedere i nostri meccanismi di difesa, magari con l’aiuto di un professionista che può aiutarci a cercare nuove strategie più funzionali per noi stessi.
Info
Autore
Francesco Dariol
Psicologo clinico e di comunità,
psicoterapeuta in formazione